Il Sentiero del Bedeia

06 Ottobre 2021
Vota questo articolo
(0 Voti)

La collina del Bedeia

Plasmata dall’attività glaciale che sovrasta l’antico nucleo di Bedigliora, è un punto panoramico privilegiato che permette di spaziare con lo sguardo a 360°, dalle Alpi Orobie a quelle Vallesane, grazie alla sua posizione isolata rispetto alle alture circostanti.

I sentieri che si snodano sulla collina conducono a tre punti attrezzati a tale scopo dove è possibile godere di questa vista. All’interno dei percorsi è possibile osservare habitat e formazioni boschive molto variegate grazie alla varietà di ambienti ed esposizioni, così come segni della gestione passata.

Si possono pure osservare vestigia antropiche di un passato anche remoto, rappresentate da alcuni terrazzamenti inghiottiti dalla vegetazione da più di un secolo e soprattutto da diversi massi cuppellari, macigni che recano sulla loro superficie delle incisioni, il cui scopo è tuttora un enigma per gli archeologi.

Sul monte Bedeglia esistono ben 7 massi cupellari o copellari censiti.

Le coppelle sono definite un simbolo generico dell'attrazione che aveva e che ha tuttora l'uomo per il soprannaturale, un'aggiunta alle credenze, sulle superstizioni e alle culture di diverse epoche e popoli.
La chiesa cattolica in più occasioni si mise con forza contro questi riti e culti e li ostacolò con determinazione.
Nel V secolo la chiesa durante il concilio di Arles definì sacrilego il culto dei sassi (massi cuppellari probabilmente), degli alberi e altro. Pure durante il tredicesimo Concilio Ecumenico di Lione (1245). Papa Innocenzo IV intimava alle Pievi delle nostre regioni, nel nostro caso la Pieve di Agno che si estendeva da Marchirolo fino alle falde del Camoghè delimitata a est dal fiume Vedeggio e a ovest dalla catena montuosa del Tamaro-Lema, di intervenire per sradicare questi culti.
In questo periodo ci trovavamo sotto il dominio delle forze di Federico II del Sacro Romano Impero, esiste una pergamena del 1240 che cita le nostre regioni e in particolare il castello di Sessa.
Altri elementi di culto "pagani" vennero descritti da San Girolamo e in seguito, dopo la decisione presa al concilio di Nantes nel 658 si intimava la rimozione e la distruzione di detti massi incisi che venivano usati a scopo di culto. In quelle date eravamo m pieno dominio Longobardo dove sotto l'influsso dello "Scisma dei Tre Capitoli" la dominazione delle diverse "fare" o "farae" (ducati), le incalzanti minacce dell'alleanza Franco-Bizantina e la totale indecisione e conflittualità che regnava all'interno della classe ecclesiastica si viveva nella totale confusione e nell'incertezza.
Questo avrà sicuramente favorito l'avvicinamento delle popolazioni a culti e a credenze "alternative".
Per questo motivi, forse, col passare del tempo su diversi massi cuppellari vennero edificate delle cappelle e delle chiese, senza coprirle totalmente per non causare l'ira delle popolazioni che ne facevano uso come strumenti di culto (colonizzazione morbida). La cappella della Barella, costruita tra il 1600 e il 1700, con lo scopo di dare un luogo di sepoltura e di culto che fosse fuori dagli abitati, per ovvie ragioni, a coloro che perirono durante la peste (1630/1632), vi si legge su un medaglione in alto a destra "BEATI MORTUI QUI IN DOMINO MORIUNTUR" venne edificata su un masso coppellare di notevoli dimensioni.
La fantasia popolare le diverse interpretazione in epoche differenti e l'influsso di altre culture, hanno assegnato alle cuppelle molteplici significati, dal religioso, al simbolismo (mappe stellari) a massi segnati per costruire dei confini oppure, ipotesi da non escludere a priori, solo delle opere d'arte o dei passatempi. Sta di fatto che alcuni di questi massi vengono ancora oggi definiti "ur sass du diavul", "ra ca di strii" e "ur pe da Madona".
In alcuni massi cupellari si presenta inciso, con una certa frequenza, il termina ARA (dall'antico romano altare), non è comunque il caso dei massi del Bedeglia.
Le cuppelle del Monte Bedeglia sono molto antiche, sia per il tipo di incisione (abbastanza grezzo) sia per la totale assenza di segni particolari (disegni o scritte).
Degno di nota è il masso del Baserga che è il più importante del Malcantone e uno dei maggiori di tutto il Ticino.

I massi incisi si trovano tutti a guardare in direzione nord-ovest verso il Monte Cintolo (958 mslm) sopra Verbania, zona definita nell'antichità sacra e dove sono stati trovati diversi massi cuppellari. Un caso?

(Testo di Floriano Lorenzetti, Estratto dal Nuovo Almanacco Malcantone-Valle del Vedeggio-Collina d'Oro, 2010)

Alcune immagini dal sentiero del Bedeia:

261 Ultima modifica il Lunedì, 15 Novembre 2021 18:53
Altro in questa categoria:
Download allegati:
Devi effettuare il login per inviare commenti